Cosa sono

Io non sono nessuno. Io sono tutti. Sono colui che cammina e non si ferma mai. Sono colui a cui l’amore è vietato come la morte. Sono il disastro di una vita amputata della propria morte e privata dell’amore. La sola cosa buona da fare della mia ombra, quando ci saremo lasciati, sarà di dimenticare la mia persona che è senza importanza e di ricordarvi di questo mondo che è anche il vostro e che io ho tanto percorso.

Io sono a malapena uno sguardo, una mano, un profilo. Sono a malapena una voce. Non sono nient’altro che un nome, nascosto sotto altri nomi. Sono soprattutto quelli di cui non ho parlato e che voi non conoscete. Sono i poveri senza storia che fanno la storia del mondo. Sono il primo venuto e l’ultimo arrivato. Sono voi, naturalmente. E sono tutti gli altri. Non importa chi viene al mio posto. Io emergo dal tempo che passa, non ce la faccio a morire, non la smetto mai di rinascere. Arrivo, scompaio e sono sempre lì. Molto più che alla parola, appartengo al silenzio. Sarò più presente in un futuro che ignorerà il mio nome più di quanto non lo sia stato in un passato che non parlava altro che di me. Non ci sarà angolo remoto, non ci sarà istante in cui non sarò presente in negativo, rannicchiato nei ricordi e nelle speranze. La mia assenza sarà con voi fino alla fine dei tempi.

the-mask

Dogma

ero lì
l’altro ieri
per quel miracolo di Gesù
il gioco di prestigio
con i pani e coi pesci
mentre tutte le anime perse
vagano lontano da casa
e noi peccatori ripetiamo
parole che mai
trovano la loro strada.

Ho visto le unghie
le spine
i lividi che ogni uomo
ha frainteso
come fosse dovuto
il sangue raccolto
solenne e sonnacchioso
sotto la roccia e le rose
e quella croce,
appesa come una preghiera
che qualcuno non ha mai menzionato.

innervision

 

Sogno

Sono l’unico uomo sulla terra e forse
non c’è terra né uomo.
Forse un dio m’inganna.
Forse un dio mi ha condannato al tempo
quella lunga illusione.
Sogno la luna e sogno i miei occhi
che vedono la luna.
Ho sognato la sera e la mattina del primo giorno.
Ho sognato Cartagine e le legioni
che desolarono Cartagine.
Ho sognato Virgilio.
Ho sognato la collina del Gòlgota
e le croci di Roma.
Ho sognato la geometria.
Ho sognato il punto, la linea, il piano
e il volume.
Ho sognato il giallo, l’azzurro e il rosso.
Ho sognato le mappe e i regni
e quel duello nell’alba.
Ho sognato l’inconcepibile dolore.
Ho sognato il dubbio e la certezza.
Ho sognato il giorno di ieri.
Forse non ebbi ieri,
forse non sono nato.
Forse sogno di aver sognato.

explorer

(Borges)

Tu come stai

Abry, non so come mai, ma mi è venuta voglia di scriverti, forse perché nel mio immaginario rappresenti un soggetto etereo e comprensivo, una sorta di alter ego meno stupido ed insensato.

Tu come stai?

Io sono sempre qui a “vivermi addosso”, sono molto impegnato in cose che non mi interessano e cerco sempre di fare il peggio possibile. Per il resto non saprei davvero cosa raccontarti, è un periodo di luci ed ombre e la mia personalità aiuta poco, cerco di “riconoscere il ritmo che governa gli uomini” ma oggigiorno mi sembra un po’ stonato.

Sono ossessionato dalla possibilità, non so se tu ci pensi mai. Intendo che spesso ripenso al passato e mi chiedo cosa sarebbe successo se avessi fatto delle scelte diverse, non per rimorsi o simili ma per una sorta di curiosità morbosa, spesso penso di non aver vissuto abbastanza intensamente, altre volte penso di averlo fatto, altre ancora penso a come sarebbe stata la mia vita in qualche altro luogo, non lo so, alla fine non ho nulla di cui lamentarmi ma questo non mi conforta molto (non so nemmeno se dovrebbe farlo), è un po’ così, penso tu possa capire.

Scrivere, ti scriverei sempre, anche involontariamente, ti scriverei ancora…

e negli ultimi mesi ti ho scritto diverse volte
e così tanto ho parlato con il tuo fantasma
che forse non mi resta ormai che essere anch’io un fantasma
e aggirarmi come un’ombra che cammina
e sempre camminerà tra le righe di una email…

Nulla rimane

Potremmo correre
quando la pioggia diminuisce
cercare le auto o altri segni di vita
mentre i colori sbiadiscono
dove le ombre si allungano
e il calore si disperde

Potremmo andare alla deriva
lungo il tempo e lo spazio
Strisciare sotto le felci marine
dove i raggi di sole svaniscono
e il calore si disperde
ma tutto è cambiato…

perché in realtà, è l’inizio del nulla
e niente è cambiato

perché in verità, è l’inizio della fine
e tutto è cambiato

Quello che siamo, non torna più
se torni a nascere
dove sei andata, che fine hai fatto
siamo i soli ad essere soli

Ma questo è il viaggio
nessun destino
solo ombre perdute
che si rincorrono senza fine
perché

Nulla rimane
ma tutto è cambiato…

lovers