La nostra casa

Non è rimasto niente
del posto…
solo una planimetria
incisa nei nostri cuori.
L’estate ha un modo tutto suo
di far finire il mondo.
Dicono che la casa sia bruciata
una mattina d’agosto
trenta minuti di scintille
nella gloria di Dio
fuori sul prato.
I vicini non lo hanno
neanche notato
e i pompieri
dormivano tutti, quel giorno.

Siamo tornati in autunno
e perlustrato il cortile,
cercando di ricordare
dove era il soggiorno
e di che colore
avevamo dipinto la cucina…
ricordi sopiti nelle ceneri
come soffici orme di gatto
dove lievi i nostri passi
hanno rivelato cosa
fingevamo di non sapere.
Quella fine è stata
una perdita tremenda.
E i nostri ricordi rimangono
freddi e immobili nell’oscurità…

L’amore ai tempi del virus

Si muove lentamente
diventa caldo e denso
e corre sotto la pelle
ferendo il tuo corpo
come morbido cuoio
e sotto le mie dita
la tua bocca mi spinge
dentro quel sentiero.

Posso assaggiare i sogni di mezza estate
dalle tue labbra
sul tuo seno gonfio di passioni
lune piene falcate
risplendono in barattoli di rame
e l’essenza ricca e matura dell’atropina
pervade le tue gambe.

E sotto i fianchi,
i viticci intrappolano le mie dita
costringendoli nelle scure fessure
dove il tuo fiore sboccia
caldo ed esotico
dentro di me…

Melograni

I suoi baci
non sono come il vino
Sono più complicati
e melliflui
di quello che macchia
le labbra di un poeta
e lascia i suoi sensi
offuscati.
Non sono come il miele,
quel dolce morboso
flusso impregnato
di luce densa e ambrata
che si aggroviglia
intorno alla sua lingua
Invece, sono come
melograni
abbondantemente rossi
e densi di succo,
la loro carne pulsa
sulle mie labbra
e quell’oscurità
un delizioso ricordo
dell’ultimo desiderio di Eva.

Orione

Lascia che le stelle protestino
lasciale cadere
ruvide e trasandate.
Orione
è al nostro fianco stanotte,
e la polvere di molto tempo fa
si deposita da questa parte
del Paradiso.
L’aria si è diradata
si riposa su di noi
e come uno uno scialle d’argento
si dipana attraverso la volta
del cielo e indugia dove
le nostre dita si stringono.
Abbiamo perso la luna
quel possente custode di bugie
e i desideri
che solo le vergini suscitano in estate
e la notte,
quel nudo guerriero,
arrossisce in questo caldo insopportabile
e trattiene i nostri sensi
in ostaggio.

 

Ombre

Indossava il suo amante come l’inverno
pantaloni e calzini opachi
giacca filata come nevischio
fredda come una cisterna.
I bottoni della giacca – beatitudini opache
borbottavano dalle ceneri dei senzatetto
e quelli troppo persi per respirare.
Allora se lo scrollò di dosso
lo lasciò cadere a terra
e tutte le sue ombre
sospirando sotto il suo peso
crollarono su di lei.