L’amore ai tempi del virus

Si muove lentamente
diventa caldo e denso
e corre sotto la pelle
ferendo il tuo corpo
come morbido cuoio
e sotto le mie dita
la tua bocca mi spinge
dentro quel sentiero.

Posso assaggiare i sogni di mezza estate
dalle tue labbra
sul tuo seno gonfio di passioni
lune piene falcate
risplendono in barattoli di rame
e l’essenza ricca e matura dell’atropina
pervade le tue gambe.

E sotto i fianchi,
i viticci intrappolano le mie dita
costringendoli nelle scure fessure
dove il tuo fiore sboccia
caldo ed esotico
dentro di me…

Melograni

I suoi baci
non sono come il vino
Sono più complicati
e melliflui
di quello che macchia
le labbra di un poeta
e lascia i suoi sensi
offuscati.
Non sono come il miele,
quel dolce morboso
flusso impregnato
di luce densa e ambrata
che si aggroviglia
intorno alla sua lingua
Invece, sono come
melograni
abbondantemente rossi
e densi di succo,
la loro carne pulsa
sulle mie labbra
e quell’oscurità
un delizioso ricordo
dell’ultimo desiderio di Eva.

Orione

Lascia che le stelle protestino
lasciale cadere
ruvide e trasandate.
Orione
è al nostro fianco stanotte,
e la polvere di molto tempo fa
si deposita da questa parte
del Paradiso.
L’aria si è diradata
si riposa su di noi
e come uno uno scialle d’argento
si dipana attraverso la volta
del cielo e indugia dove
le nostre dita si stringono.
Abbiamo perso la luna
quel possente custode di bugie
e i desideri
che solo le vergini suscitano in estate
e la notte,
quel nudo guerriero,
arrossisce in questo caldo insopportabile
e trattiene i nostri sensi
in ostaggio.

 

Ombre

Indossava il suo amante come l’inverno
pantaloni e calzini opachi
giacca filata come nevischio
fredda come una cisterna.
I bottoni della giacca – beatitudini opache
borbottavano dalle ceneri dei senzatetto
e quelli troppo persi per respirare.
Allora se lo scrollò di dosso
lo lasciò cadere a terra
e tutte le sue ombre
sospirando sotto il suo peso
crollarono su di lei.

Labirinto d’amore

Non soffermarti sulle persone tristi
chiudi gli occhi e lasciati baciare
Una dolce melodia si scioglie
e ti attira dentro il labirinto
dell’amore

Sembra il paradiso
ma non c’è uscita e non c’è una fine
eppure
voglio solo che continui a circondarmi
ad avvolgermi
non voglio tornare indietro

e continuo a tuffarmi
mi immergo senza neanche respirare
vado sempre più a fondo
dentro il paradiso
nel labirinto

Non cercarmi
non dire una parola
Un bacio solo un bacio
e non possiamo più tornare indietro

Perdersi
come il sole di mezzanotte
Pietrificati
come due amanti perduti

Allora, non fermarti
perché voglio continuare a immergermi

Baciami
senza dire una parola
e lasciami dimenticare tutto

Non fermarti
voglio continuare a dondolarmi
e cadere dal cielo…

La mia malattia

Le mie dita sanguinano parole
che le mie labbra non possono pronunciare.
Quando provano a uscire
mi sento male e non posso continuare.

Potrebbe non essere contagioso,
ma è una malattia.
Tenersi tutto dentro
diventa difficile anche respirare.

Le bugie arrivano così facilmente
per coprire la verità.
È come una seconda natura
cresciuta dalla mia giovinezza.

È più profonda della convinzione
più seria di un pensiero.

È la mia strada
È la mia vita
È la mia malattia