Ombre

Indossava il suo amante come l’inverno
pantaloni e calzini opachi
giacca filata come nevischio
fredda come una cisterna.
I bottoni della giacca – beatitudini opache
borbottavano dalle ceneri dei senzatetto
e quelli troppo persi per respirare.
Allora se lo scrollò di dosso
lo lasciò cadere a terra
e tutte le sue ombre
sospirando sotto il suo peso
crollarono su di lei.

Labirinto d’amore

Non soffermarti sulle persone tristi
chiudi gli occhi e lasciati baciare
Una dolce melodia si scioglie
e ti attira dentro il labirinto
dell’amore

Sembra il paradiso
ma non c’è uscita e non c’è una fine
eppure
voglio solo che continui a circondarmi
ad avvolgermi
non voglio tornare indietro

e continuo a tuffarmi
mi immergo senza neanche respirare
vado sempre più a fondo
dentro il paradiso
nel labirinto

Non cercarmi
non dire una parola
Un bacio solo un bacio
e non possiamo più tornare indietro

Perdersi
come il sole di mezzanotte
Pietrificati
come due amanti perduti

Allora, non fermarti
perché voglio continuare a immergermi

Baciami
senza dire una parola
e lasciami dimenticare tutto

Non fermarti
voglio continuare a dondolarmi
e cadere dal cielo…

La mia malattia

Le mie dita sanguinano parole
che le mie labbra non possono pronunciare.
Quando provano a uscire
mi sento male e non posso continuare.

Potrebbe non essere contagioso,
ma è una malattia.
Tenersi tutto dentro
diventa difficile anche respirare.

Le bugie arrivano così facilmente
per coprire la verità.
È come una seconda natura
cresciuta dalla mia giovinezza.

È più profonda della convinzione
più seria di un pensiero.

È la mia strada
È la mia vita
È la mia malattia

Mi dispiace

Mi dispiace per le cose che ho fatto,
scusa per le cose che dico.
Scusa se ti ho parlato,
scusa se sono così.

Mi dispiace di essermi fidato di te
e mi dispiace che ti abbia mentito.
Scusa se ti ho deriso
scusa se ho pianto.

Mi dispiace di averti odiato
Mi dispiace anche di averti amato
Mi dispiace che tu mi abbia spezzato il cuore
e che ti appartiene ancora…

Guarda più vicino

Fermati e guarda più vicino.
Vedrai una persona dietro questo viso
un cuore che batte dentro questo petto
un fuoco che brucia per l’amore
Vedrai qualcosa di vivo.

Fermati e guarda più vicino.
Non sono un numero, non sono un nome
Sono me stesso, proprio come te
Raro, speciale, unico nel suo genere.
Ti prego, non passare oltre…

Fermati e guarda più vicino.
Vorrei conoscerti, e anche tu lo vuoi
Vorrei vedere oltre la tua superficie
odio questo incastro di specchi
perché vorrei toccare la tua anima.
ma non ignorarmi…

Fermati e guarda più vicino.
Per un momento, solo un minuto,
Dammi una possibilità
Vorrei mostrarti questo fuoco ch’entro mi arde
e condividere ogni istante con te…

Fermati e guarda più vicino!
Come ti volti per andartene
il mio cuore si inaridisce.
Se volessi darmi una possibilità…
Ti prego, non lasciarmi.

Fermati. Guardami.
Perché te ne vai sempre?
Perché non mi vedi quando io ti guardo?
Non me ne andrei mai se tu solo
tornassi da me…

Fermati. Guardami.
Morirò se continui a incrociarmi senza uno sguardo
se non diventerò mai un ricordo.
Sono prezioso, non dimenticarlo.
Ti amo … non lasciarmi solo…

 

L’ultimo addio

Attraverso la luce dei fari mi fissano lattine di birra abbandonate
sull’asfalto si spengono i nostri progetti e le mie bugie
e continuo a guidare nella notte
solo segnali stradali continuano a passarmi accanto

E continuo a guidare nella notte
addio, è l’ultimo addio…

Il tuo respiro caldo sul mio viso, il tuo corpo nudo e selvaggio
siamo noi ma abbiamo passato ogni limite
segnali di stop urlano, occhi selvaggi mi osservano, mi passano accanto
mentre continuo a guidare

E’ l’ultimo addio, è davvero l’ultimo addio
ma continuo a guidare nella notte

Il diavolo sogghigna quando mi stringe la mano per suggellare il patto
indica i tuoi capelli fiammeggianti, e poi inizia a giocare a nascondino
non riesco a respirare qui, il sentiero è sparito dietro di noi
Mi guardo allo specchio e mi vedo all’improvviso invecchiato e debole

E continuo a guidare nella notte
E’ l’ultimo addio? è davvero l’ultimo addio
ma continuo a guidare nella notte
perché è l’ultimo addio…

L’ultima sera d’estate

L’estate piano scompare
e raffredda i suoi passi negli angoli del cortile
immergendosi dietro le dune di sabbia,
contando le foglie scarlatte
e le lune piene
con respiri caldi dal golfo.
Riflessi ocra nell’erba
dove le farfalle svolazzano
e macchiano l’aria
con nuove ali.
E in lontananza,
l’uomo di neve
si scioglie lentamente
inseguendo il crepuscolo
come i bambini che giocano a rincorrersi
tra gli irrigatori accesi nella luce morente…
Le madri rimuovono gli abiti morti dai panni ormai spenti
e si radunano sulle altalene del portico
a sorseggiare vinsanto e scambiarsi segreti
mentre i lampioni si accendono brillanti
e i loro morbidi aloni si sciolgono
in un verde scuro chiazzato
dove le lucciole si contendono l’attenzione
e pallide falene bianche poltriscono attraverso oro filato …