L’ultima sera d’estate

L’estate piano scompare
e raffredda i suoi passi negli angoli del cortile
immergendosi dietro le dune di sabbia,
contando le foglie scarlatte
e le lune piene
con respiri caldi dal golfo.
Riflessi ocra nell’erba
dove le farfalle svolazzano
e macchiano l’aria
con nuove ali.
E in lontananza,
l’uomo di neve
si scioglie lentamente
inseguendo il crepuscolo
come i bambini che giocano a rincorrersi
tra gli irrigatori accesi nella luce morente…
Le madri rimuovono gli abiti morti dai panni ormai spenti
e si radunano sulle altalene del portico
a sorseggiare vinsanto e scambiarsi segreti
mentre i lampioni si accendono brillanti
e i loro morbidi aloni si sciolgono
in un verde scuro chiazzato
dove le lucciole si contendono l’attenzione
e pallide falene bianche poltriscono attraverso oro filato …

Un amore

Ti ricordi la notte
che abbiamo fatto castelli di sabbia nell’oscurità?
Facevamo esplodere le bollicine
e guardavamo gli aquiloni saltare e girare
sotto la luna nuova
quando abbiamo acceso i fuochi d’artificio
sotto il molo
là dove i pescatori
tiravano le loro reti di rame
piene di pesci d’argento
e ubriachi
cullavano sacchetti di carta
nelle loro braccia come amanti sfrenati…
E abbiamo contato le stelle
e bevuto vino di prugne
fino a quando non abbiamo avuto le vertigini
e ci siamo raccontati storie
abbiamo riso e pianto
finché le ginocchia hanno ceduto
e ci siamo distesi
e tu mi hai baciato profondamente
mi hai assaggiato come il peccato e le mele
ed io ho spogliato il tuo cuore
e abbiamo fatto l’amore nella sabbia
finché non siamo riusciti più a muoverci
e ti ho promesso che non ti avrei mai lasciato…

Il trasduttore dimensionale

Ancora una volta non vi fu transizione.
Nessun movimento, nessuna sensazione.

Aveva guardato in alto. Aveva puntato lo sguardo verso un punto nel cielo. Poi un quadrato dimensionale aveva preso forma. Con le mani aveva indicato quel punto lontano migliaia di chilometri dalla terra ed improvvisamente si era trovato lassù a guardare la terra dall’atmosfera. Per un momento si chiese come avrebbe potuto invertire il campo di forza, e tornare indietro, ma fu solo un attimo.

Il trasduttore dimensionale stava funzionando.

E’ amore?

Se ti abbracciassi
mi lasceresti andare?

Se ti baciassi,
ripeteresti quel momento?

Se sfiorassi la tua mano,
vorresti stringere la mia?

Se avessi bisogno di una spalla,
mi lasceresti piangere sulla tua?

Se dovessi parlare,
mi ascolteresti per davvero?

Se avessi bisogno di urlare,
vorresti farlo insieme a me?

Se dovessi andare via,
fuggiresti con me?

Se fossi innamorato di te,
mi prenderesti?
o mi lasceresti cadere per terra?

 

Solo rumore

Amavo il rumore della sua presenza
il lento apparire dei suoi occhi
e il lieve ruggito
delle sue dita sulla mia pelle;
il modo in cui i suoi sogni
mi sussurravano
al risveglio
e la dolce canzone dei suoi seni
che premevano nella notte.

Amavo il modo
come la sua lingua risuonava nella mia
e il profondo tambureggiare
che attraversava le mie orecchie;
il dolce ronzio delle sue gambe
che cavalcavano lungo i fianchi
e il violento scontro
della sua bocca
sbandare nella mia…

Senza di te

E’ una lunga discesa
quando non c’è alcuna via d’uscita
Provo nostalgia
per come eravamo
I giorni passano e si consumano
come le braci ormai morenti
ma ti ricordo ancora…

In questi giorni sono tormentato
dal tempo che scorre
tutti questi giorni che passano
e non ritornano…

Voglio andare via, davvero, voglio fuggire
ma non posso vivere senza di te
non riesco a vivere senza di te

E cado sempre più in basso
e non c’è via d’uscita
perché ancora mi fa male
il ricordo di come eravamo
Se mai dovessi pentirmi
o morissi senza tornare
tu mi ricorderesti?

In questi giorni sono angosciato
da ogni giorno che passa e non ritorna
tutti questi giorni che passano
e non tornano…

E voglio andare via, voglio fuggire
ma non posso vivere senza di te
Non riesco a vivere senza di te

Puoi salvare la mia anima?
Puoi guarire il mio dolore?
Ti prego, provaci…

perché il vento soffia
ma io non ti lascerò dissolvere
non ti lascerò scomparire

perché voglio andar via, voglio fuggire
ma non riesco a vivere senza di te
Io non posso vivere senza di te…

Lasciar andare

Tutto ciò che rimane di te, riposa per sempre
il tuo nome, stampato
con un numero e una data:
la data in cui ti sei liberata
dalle tue spoglie terrene
e tutto ciò che rimane di te, ora riposa con me…

avere te era davvero un dono.

Adesso l’angoscia pesa meno, ma la verità è che trovo difficile separarmi da te
perché tu rimani una parte di me.

Eppure dobbiamo.
Non posso più aggrapparmi a questi vacui frammenti
– erano una volta forti braccia che mi tenevano
– quello era un tempo un cuore che amava
ma devo lasciarti andare
spargere ogni ricordo al vento
e liberarti.

Devo imparare a respirare da solo.

Alcuni giorni mi sento come stessi affogando
mi sento soffocare
nella vuoto della mia perdita

perché ero lì quel giorno
quando hai esalato il tuo ultimo respiro al cielo
– ti ricordi?
ho visto la luce nei tuoi occhi
spegnersi, come qualcosa di leggero
lasciare il mio mondo molto più buio
nonostante la luce del sole.
Ero lì, con te, con la mia mano sul tuo cuore…

l’ho sentito fermarsi
e una parte di me è morta con te.
Il nostro cordone ombelicale, tagliato.

So che la morte non è la fine
So che cammini con me…

Tempo. Pensiamo sempre che abbiamo tempo.
La verità è che non c’è mai abbastanza tempo…

tempo, il mio passato, il mio presente e il mio futuro:
tempo. E’ tutto ciò che avevamo…

dicono, col tempo sai, diventa più facile dimenticare
io lo spero
perché a volte mi sembra
come fossi sprofondato in fondo all’oceano…