Per caso

Per caso
martedì scorso
eri a Londra in un’enoteca?
l’Enoteca da Luca nella City

C’era una ragazza, con altre ragazze, una persona che curiosamente ti somigliava
o meglio
che somigliava alle foto che ho visto di te.

Eri tu, o non eri.
Ho guardato a lungo quella ragazza.
Che sembrava molto presa dalla compagnia delle sue amiche.
Ma forse non eri tu.

non ero
in quell’enoteca
lo scorso martedì
ero, sono, una delle tante anime che scivola per le strade bagnate della city
per questo è difficile trovarmi
le persone mi vedono, certo
mi dicono, mi dimenticano
scivolano anche loro sulle superfici, senza farsi niente
potrei essere qualsiasi altra ragazza, per un giorno
o per sempre
e forse qualcuno, forse tu o io, sarebbe felice dello scambio

sono io che ti fuggo o sei tu che sfuggi a me?
perché ignori le mie domande e poi mi cerchi nella folla?

L’ultimo addio

Attraverso la luce dei fari mi fissano lattine di birra abbandonate
sull’asfalto si spengono i nostri progetti e le mie bugie
e continuo a guidare nella notte
solo segnali stradali continuano a passarmi accanto

E continuo a guidare nella notte
addio, è l’ultimo addio…

Il tuo respiro caldo sul mio viso, il tuo corpo nudo e selvaggio
siamo noi ma abbiamo passato ogni limite
segnali di stop urlano, occhi selvaggi mi osservano, mi passano accanto
mentre continuo a guidare

E’ l’ultimo addio, è davvero l’ultimo addio
ma continuo a guidare nella notte

Il diavolo sogghigna quando mi stringe la mano per suggellare il patto
indica i tuoi capelli fiammeggianti, e poi inizia a giocare a nascondino
non riesco a respirare qui, il sentiero è sparito dietro di noi
Mi guardo allo specchio e mi vedo all’improvviso invecchiato e debole

E continuo a guidare nella notte
E’ l’ultimo addio? è davvero l’ultimo addio
ma continuo a guidare nella notte
perché è l’ultimo addio…

L’ultima sera d’estate

L’estate piano scompare
e raffredda i suoi passi negli angoli del cortile
immergendosi dietro le dune di sabbia,
contando le foglie scarlatte
e le lune piene
con respiri caldi dal golfo.
Riflessi ocra nell’erba
dove le farfalle svolazzano
e macchiano l’aria
con nuove ali.
E in lontananza,
l’uomo di neve
si scioglie lentamente
inseguendo il crepuscolo
come i bambini che giocano a rincorrersi
tra gli irrigatori accesi nella luce morente…
Le madri rimuovono gli abiti morti dai panni ormai spenti
e si radunano sulle altalene del portico
a sorseggiare vinsanto e scambiarsi segreti
mentre i lampioni si accendono brillanti
e i loro morbidi aloni si sciolgono
in un verde scuro chiazzato
dove le lucciole si contendono l’attenzione
e pallide falene bianche poltriscono attraverso oro filato …

Un amore

Ti ricordi la notte
che abbiamo fatto castelli di sabbia nell’oscurità?
Facevamo esplodere le bollicine
e guardavamo gli aquiloni saltare e girare
sotto la luna nuova
quando abbiamo acceso i fuochi d’artificio
sotto il molo
là dove i pescatori
tiravano le loro reti di rame
piene di pesci d’argento
e ubriachi
cullavano sacchetti di carta
nelle loro braccia come amanti sfrenati…
E abbiamo contato le stelle
e bevuto vino di prugne
fino a quando non abbiamo avuto le vertigini
e ci siamo raccontati storie
abbiamo riso e pianto
finché le ginocchia hanno ceduto
e ci siamo distesi
e tu mi hai baciato profondamente
mi hai assaggiato come il peccato e le mele
ed io ho spogliato il tuo cuore
e abbiamo fatto l’amore nella sabbia
finché non siamo riusciti più a muoverci
e ti ho promesso che non ti avrei mai lasciato…

Il trasduttore dimensionale

Ancora una volta non vi fu transizione.
Nessun movimento, nessuna sensazione.

Aveva guardato in alto. Aveva puntato lo sguardo verso un punto nel cielo. Poi un quadrato dimensionale aveva preso forma. Con le mani aveva indicato quel punto lontano migliaia di chilometri dalla terra ed improvvisamente si era trovato lassù a guardare la terra dall’atmosfera. Per un momento si chiese come avrebbe potuto invertire il campo di forza, e tornare indietro, ma fu solo un attimo.

Il trasduttore dimensionale stava funzionando.

 

E’ amore?

Se ti abbracciassi
mi lasceresti andare?

Se ti baciassi,
ripeteresti quel momento?

Se sfiorassi la tua mano,
vorresti stringere la mia?

Se avessi bisogno di una spalla,
mi lasceresti piangere sulla tua?

Se dovessi parlare,
mi ascolteresti per davvero?

Se avessi bisogno di urlare,
vorresti farlo insieme a me?

Se dovessi andare via,
fuggiresti con me?

Se fossi innamorato di te,
mi prenderesti?
o mi lasceresti cadere per terra?

 

Solo rumore

Amavo il rumore della sua presenza
il lento apparire dei suoi occhi
e il lieve ruggito
delle sue dita sulla mia pelle;
il modo in cui i suoi sogni
mi sussurravano
al risveglio
e la dolce canzone dei suoi seni
che premevano nella notte.

Amavo il modo
come la sua lingua risuonava nella mia
e il profondo tambureggiare
che attraversava le mie orecchie;
il dolce ronzio delle sue gambe
che cavalcavano lungo i fianchi
e il violento scontro
della sua bocca
sbandare nella mia…