Dolce Abrielle…

Come posso dirti addio?
Come posso pensare di non scriverti più e non poter più leggere le tue risposte? anche quelle mute e inespresse?…

No, non posso. Proprio non ci riesco.

E’ possibile sentire molto di più a volte? Può il cuore diventare un’arma, portando il peso dei sogni non consumati?

Dolce Abrielle, perdonami, ma io mi sono innamorato di te, dei tuoi silenzi, delle tue risposte, delle tue pennellate distratte.

Innamorato. Una parola esagerata. Una parola fuori da ogni logica.
Le labbra si muovono … alcune parole sono pronunciate, e io comprendo l’atto fisico, il significato e la realtà – ma sono solo increspature sulla superficie.

Come posso dirti addio?
Tu non immagini quante volte ti abbia scritto. No, tu non lo immagini…
Una serie infinita.

Quando ti penso sono notti rare dove mi sembra di essere un’ombra danzare con il mondo. E poi ci sono notti che sono di quieta agitazione e la vita fiorisce intorno al mio mondo fuori da ogni controllo in colori vivaci e lividi. Ad ogni parola corrisponde una musica e ogni sfumatura di movimenti mi colpisce e mi affigge al muro del desiderio. Sono tenuto prigioniero dalla bellezza dolce delle parole non dette. Sento il dolore di lacrime perdute e di immagini mormorate in un semplice sussurro che riecheggia vagamente nella mia mente.

Ed è in quelle notti che ti penso. Il passato esonda nel presente e tu diventi il nome sulle mie labbra. Ti sento nell’aria che si muove intorno a me e vedo il tuo viso riflesso in un migliaio di occhi.

Il desiderio è il più dolce dei peccati, la mancanza ancora di più…

dolce

Lo sguardo degli altri

Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci guardi.
I social network sono l’esempio concreto del bisogno di farci vedere.

A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere potremmo esser suddivisi in quattro categorie.

La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pubblico.

La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Si tratta degli instancabili organizzatori di feste e di cene. Essi sono più felici delle persone della prima categoria le quali, quando perdono il pubblico, hanno la sensazione che nella sala della loro vita si siano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti. Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono a procurarseli sempre.

C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa quanto quella degli appartenenti alla prima categoria. Una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio.

E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori… la categoria a me più affine.

perché la più grande illusione è l’amore…
a meno che non siamo così fortunati da trovare quello vero
quello che rischiara la nostra vita
quello che risplende di luce e ardore
E tu l’hai trovato?

wait

Tu sei la mia più dolce illusione.
Io appartengo alla terza categoria.
Lo sguardo vero, reale della persona amata non credo susciti sensazioni paragonabili a qualsiasi altro sguardo.
L’amore e il sogno sono, alla fine, due grandi illusioni.
E se dobbiamo vivere di illusioni… perchè non vivere nell’illusione dell’Amore?
Su questa terra niente è eterno… né l’Amore, né il sogno…
No. Meglio la terza categoria.

Perché…

Abrielle, perché non ci siamo mai rincorsi nei caffè del centro o nelle stazioni della metropolitana?
Sai, è un gran peccato che la vita non sia un film e che si debba rimanere due sconosciuti in attesa di un “deus ex machina” che non verrà.

Perché è passato il tempo delle corse nelle stazioni, per non parlare di quello degli dei.
E’ passato persino il tempo delle parole, Massimiliano, ormai si ragiona solo in caratteri.
E io non so più scrivere. Ho dimenticato come si fa, in più di una lingua.
Dev’essere passato anche il tempo in cui ti piacevo.

Eyes Wide Shut

No. Tu hai bisogno delle mie parole
sono quelle che rimangono inchiodate
all’orlo della tua gonna…

E io vorrei ascoltare la tua voce e sentire l’impronta delle tue mani
sulle mie
vorrei indossare ogni lettera del tuo nome
sul mio corpo

Abrielle, è curioso ma non riesco a dimenticarti. Anche se non ti conosco, mi sembra di conoscerti da sempre, mi sembra di ricordarti e distinguerti in questo vortice senza fine di volti, persone e corpi che si rincorrono senza trovarsi…

Ho provato a non pensarti, per la verità. Ho obbligato i mesi a offuscare il mio ricordo, ad attenuarlo e a nasconderlo, in modo che io non ti pensassi più e, se ti pensavo, che il ricordo fosse così lontano e nebuloso e fievole da poterlo abbandonare subito, come si abbandona una cosa sfumata, molto, molto lontana.

E adesso, improvvisamente, ecco che sei tornata.

Ti avevo tenuta nascosta, celata nella soffitta della mia mente, nell’angolo più buio e polveroso… eppure adesso sei riapparsa, fresca e splendente, scintillante d’estate, come se fosse stato soltanto ieri.

Abrielle
tutte queste cose che passano, che ci sfuggono per un’inezia e che perdiamo per l’eternità… Tutte le parole che avremmo dovuto dire, i gesti che avremmo dovuto fare, le opportunità che un giorno ci sono apparse e che non abbiamo saputo cogliere, e che sono sprofondate per sempre nel nulla…

Non rimaniamo senza la possibilità di fermarsi e poter soffermarsi sull’attimo fuggente.

Un viaggio

Ogni tanto
sprofondo nei più cupi pensieri
della mia coscienza
cercando di capire
se davvero appartengo a questo mondo

Chi sono?
Qual è il mio destino?
Avrò successo o dovrò abbandonare i miei sogni?

Lo so, devo trovare un modo per andare avanti
verso un luogo dove provare ad essere più forte

Sono partito per un viaggio
profondo
dentro la mia mente…

Lo so, devo trovare un modo per andare avanti
Devo andare in un luogo dove poter essere più forte
molto più forte…

Sono immerso in un viaggio profondo dentro la mia mente
per vedere se riesco a trovare le risposte
a tutte le domande che mi sono posto
da molto tempo…

deep

la vita è breve

dobbiamo vivere ogni giorno come fosse l’ultimo
e non sprecare un attimo.
non dobbiamo prendere niente e non dare mai nulla per scontato
possiamo perdere tutto in un istante.
dobbiamo considerare le piccole cose …
tutte, ogni dettaglio …

e dobbiamo amare.
veramente, follemente, profondamente.

e non dobbiamo avere alcun timore.
dobbiamo dire alla nostra famiglia e agli amici che li amiamo. ogni giorno, in ogni modo.
dobbiamo.

perchè?

perché quando sei giovane, pensi di avere innumerevoli anni da vivere per amare e ridere.

allora, non lasciare nulla al caso.
non vivere con rammarico
non lasciare questo mondo, pieno di problemi e di squallidi rimpianti di “se solo…”.

così ripetilo adesso. sono solo 3 parole. 3 piccole parole.
ma lo sai che significano tutto.

così dillo adesso …
“Io ti amo”

e ripetilo. “Io ti amo”
ancora …

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