Solo

Mi siedo da solo a scandire il tempo
consapevole di come le ore passano
la solitudine è il mio solo amico.
I miei pensieri
sono uno scarabocchio distratto
che si annida tra i giorni andati
giocando a confondermi
e vedo il mio mondo attraverso una nebbia
consapevole della tua perdita
e mai ripenso a come riparare le mie vite passate…
perché non c’è un’anima a dare una mano
Non c’è nessuno a chiamarmi ancora…

guardando

Dolce Abrielle…

Come posso dirti addio?
Come posso pensare di non scriverti più e non poter più leggere le tue risposte? anche quelle mute e inespresse?…

No, non posso. Proprio non ci riesco.

E’ possibile sentire molto di più a volte? Può il cuore diventare un’arma, portando il peso dei sogni non consumati?

Dolce Abrielle, perdonami, ma io mi sono innamorato di te, dei tuoi silenzi, delle tue risposte, delle tue pennellate distratte.

Innamorato. Una parola esagerata. Una parola fuori da ogni logica.
Le labbra si muovono … alcune parole sono pronunciate, e io comprendo l’atto fisico, il significato e la realtà – ma sono solo increspature sulla superficie.

Come posso dirti addio?
Tu non immagini quante volte ti abbia scritto. No, tu non lo immagini…
Una serie infinita.

Quando ti penso sono notti rare dove mi sembra di essere un’ombra danzare con il mondo. E poi ci sono notti che sono di quieta agitazione e la vita fiorisce intorno al mio mondo fuori da ogni controllo in colori vivaci e lividi. Ad ogni parola corrisponde una musica e ogni sfumatura di movimenti mi colpisce e mi affigge al muro del desiderio. Sono tenuto prigioniero dalla bellezza dolce delle parole non dette. Sento il dolore di lacrime perdute e di immagini mormorate in un semplice sussurro che riecheggia vagamente nella mia mente.

Ed è in quelle notti che ti penso. Il passato esonda nel presente e tu diventi il nome sulle mie labbra. Ti sento nell’aria che si muove intorno a me e vedo il tuo viso riflesso in un migliaio di occhi.

Il desiderio è il più dolce dei peccati, la mancanza ancora di più…

dolce

Lo sguardo degli altri

Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci guardi.
I social network sono l’esempio concreto del bisogno di farci vedere.

A seconda del tipo di sguardo sotto il quale vogliamo vivere potremmo esser suddivisi in quattro categorie.

La prima categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri termini, desidera lo sguardo di un pubblico.

La seconda categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Si tratta degli instancabili organizzatori di feste e di cene. Essi sono più felici delle persone della prima categoria le quali, quando perdono il pubblico, hanno la sensazione che nella sala della loro vita si siano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti. Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono a procurarseli sempre.

C’è poi la terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa quanto quella degli appartenenti alla prima categoria. Una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio.

E c’è infine una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo immaginario di persone assenti. Sono i sognatori… la categoria a me più affine.

perché la più grande illusione è l’amore…
a meno che non siamo così fortunati da trovare quello vero
quello che rischiara la nostra vita
quello che risplende di luce e ardore
E tu l’hai trovato?

wait

Tu sei la mia più dolce illusione.
Io appartengo alla terza categoria.
Lo sguardo vero, reale della persona amata non credo susciti sensazioni paragonabili a qualsiasi altro sguardo.
L’amore e il sogno sono, alla fine, due grandi illusioni.
E se dobbiamo vivere di illusioni… perchè non vivere nell’illusione dell’Amore?
Su questa terra niente è eterno… né l’Amore, né il sogno…
No. Meglio la terza categoria.