Oblio

Quel genere di bellezza
che può perseguitare una vita
e rovinare un uomo…
Il gusto incandescente di un corpo
così fiero da farsi beffe
della mia anima
e in un giorno d’estate
deridere le lenzuola…
come a dire,
un piacere fugace
che la cadenza morbida delle tue gambe
riduce i miei sensi all’impotenza.
Il profumo del tuo corpo
racchiude i tuoi segreti in trappole
come un solstizio d’estate

e quell’ultima ondata di meraviglia
ripiegata in una mezzaluna di seta
irrompe su di me
e cade
nell’oblio…

Oblivion

Time for a reboot

Can I tell you I love you?
A little, just a little…
Then I take back my words
but it’s not like that… it’s just a figure of speech
to make poetry, to pass the time… to say something

Can I leave you now?
Not for long, of course.
What I care about is this moment,
a test, the time for a speech.
Then I will put everything back in its place.

Can I erase the last few months?
I need a minute, a glimpse
because now I can’t remember
how it was… how I was…

Can I die for a moment?
Not for long, I’ll be right back…
‘cause I don’t want to be dead
I just need time for a reboot…

love

Posso dirti che ti amo?
Un pò, solo un pò…
in ogni caso poi ritratto.
E’ ovvio che non è così… si fa per dire.
Per far poesia, passare il tempo… dire qualcosa.

Posso lasciarti?
Non a lungo, si capisce.
Ciò che mi interessa è il momento.
Un test, il tempo di un discorso.
Poi rimetto tutto a posto.

Posso cancellare gli ultimi mesi?
Mi serve un minuto, una sbirciatina.
Che ora non mi viene
di ricordare com’era… com’ero…

Posso morire un attimo?
Non di più, torno subito…
che d’esser morto non mi va.
Solo il tempo di un riavvio…

Perché…

Abrielle, perché non ci siamo mai rincorsi nei caffè del centro o nelle stazioni della metropolitana?
Sai, è un gran peccato che la vita non sia un film e che si debba rimanere due sconosciuti in attesa di un “deus ex machina” che non verrà.

Perché è passato il tempo delle corse nelle stazioni, per non parlare di quello degli dei.
E’ passato persino il tempo delle parole, Massimiliano, ormai si ragiona solo in caratteri.
E io non so più scrivere. Ho dimenticato come si fa, in più di una lingua.
Dev’essere passato anche il tempo in cui ti piacevo.

Eyes Wide Shut

No. Tu hai bisogno delle mie parole
sono quelle che rimangono inchiodate
all’orlo della tua gonna…

E io vorrei ascoltare la tua voce e sentire l’impronta delle tue mani
sulle mie
vorrei indossare ogni lettera del tuo nome
sul mio corpo

Abrielle, è curioso ma non riesco a dimenticarti. Anche se non ti conosco, mi sembra di conoscerti da sempre, mi sembra di ricordarti e distinguerti in questo vortice senza fine di volti, persone e corpi che si rincorrono senza trovarsi…

Ho provato a non pensarti, per la verità. Ho obbligato i mesi a offuscare il mio ricordo, ad attenuarlo e a nasconderlo, in modo che io non ti pensassi più e, se ti pensavo, che il ricordo fosse così lontano e nebuloso e fievole da poterlo abbandonare subito, come si abbandona una cosa sfumata, molto, molto lontana.

E adesso, improvvisamente, ecco che sei tornata.

Ti avevo tenuta nascosta, celata nella soffitta della mia mente, nell’angolo più buio e polveroso… eppure adesso sei riapparsa, fresca e splendente, scintillante d’estate, come se fosse stato soltanto ieri.

Abrielle
tutte queste cose che passano, che ci sfuggono per un’inezia e che perdiamo per l’eternità… Tutte le parole che avremmo dovuto dire, i gesti che avremmo dovuto fare, le opportunità che un giorno ci sono apparse e che non abbiamo saputo cogliere, e che sono sprofondate per sempre nel nulla…

Non rimaniamo senza la possibilità di fermarsi e poter soffermarsi sull’attimo fuggente.

Musica Privata

Voglio esplorare
il perché, il dove e il cosa
del tuo corpo.
Voglio sentire il loro sapore incresparsi
come l’argento
e rose pungenti
sotto la mia lingua,
e stuzzicare un gusto acuto per averne ancora.
Voglio sentire il calore salire sulle tue guance
e diffondersi sui tuoi seni,
note pigre
che rotolano lungo la dolce fessura delle tue cosce,
inarcarsi sotto i tuoi fianchi
e diffondersi a ventaglio sotto di me.
Voglio strappare misteri
dalle ciocche di seta
che aderiscono alla pelle calda,
e strappare delicatamente i segreti
raggomitolati sotto le lenzuola
che scorrono contro il mio corpo
in un morbido tripudio della tua musica.
Voglio suonarti,
esaurirti
e sciogliere le corde
nota per nota,
gli acuti e il dolce rullo del tamburo

e far vibrare questo mondo immerso nella notte…

embracing

Valzer triste

La morte dovrebbe essere un demone glorioso,
un amante indulgente
che culla la tua vita
e banchetta con
il lento intreccio
del corpo e dell’anima.
Deve corteggiarti,
far scorrere le sue lunghe dita fredde
dalla tempia alla spina dorsale
e contare i giorni
che salgono verso il cielo.

Dovrebbe accarezzare
quella fessura
dietro le ginocchia,
trovare il delicato spostamento
tra carne
e sangue –
una musica che solo lui può assaporare,
e impastare le morbide
e inutili speranze
e trasformarle in promesse.

Ti amerà
quel tanto che meriti
e poi
quell’ultima sfumatura
di gioia che ti fa spegnere il respiro,
la sua figura cupa e possente
che copre quello che c’è sotto,
prosciugando la luce
dalle tue guance
e rendendo il tuo corpo
un contenitore vuoto

per stuzzicare il suo desiderio.

curting death

La memoria

La memoria è come la marea
si gonfia e rifluisce
è libera e profonda
a cavallo dei fondali.

A volte è calma
dolce e tranquilla
come un tenero balsamo
un battito delicato.

A volte è violenta
ruvida e amara;
come un colpo feroce
un inverno crudele.

Nelle sue spire mi crogiolo,
alla deriva nella mia mente
devo solo chiedere
di perdermi nel tempo

Memory