Se esistesse una donna
che valesse la pena sognare
probabilmente avrei passato la notte
a rovinare anche quel sogno.
Se esistesse una donna
che potessi amare davvero
potrei aspettarla un milione di anni.
anche se, conoscendomi,
arriverei tardi.
ho passato buona parte della vita
a guardare le cose succedere
agli altri.
niente salti.
niente grandi gesti.
niente precipizi.
solo l’attesa.
come un idiota seduto in una stazione
dove forse il treno
non passa nemmeno.
e ogni tanto mi sono chiesto:
chi diavolo sto aspettando?
forse sei passata davanti a me.
forse hai aperto quella porta
che ho visto aprirsi tante volte
senza avere il coraggio
di attraversarla.
forse eri tu.
o forse è solo una delle storie
che ci raccontiamo
quando la notte diventa troppo lunga.
se esistesse una donna
che valesse la pena sognare
vorrei che il sogno avesse il tuo viso.
se esistesse una donna
che valesse un milione di anni d’attesa
vorrei che avesse le tue mani,
la tua voce,
il tuo modo di entrare in una stanza
senza sapere
che hai appena cambiato tutto.
ma poi ho smesso di credere ai sogni
li ho lasciati andare
insieme alle occasioni,
alle speranze,
alle notti buttate via
e a tutte quelle cose
che uno finge di non rimpiangere.
eppure—
se da qualche parte
ci fosse ancora una donna
ad aspettare uno come me,
non chiederei molto.
solo qualcuno
che resti.
qualcuno che mi ami
senza trasformarmi
in qualcosa che non sono.
e sarebbe bello,
per una volta,
se quel qualcuno
fossi tu.
