Facebook non solo

Qual è il vantaggio di mettersi in mostra su una piazza virtuale con il pretesto di fare incontri interessanti?

L’amore ai tempi di Facebook è malato.

Amicizia e amore acquisiscono valore con la riservatezza. La loro prova è nel quotidiano, nel frequentarsi, nel litigare: sono qualcosa di prezioso che presuppone lentezza.

L’entusiasmo, però, sta finendo. E i fanatici della prima ora cominciano a ricredersi. Perché trovato l’ex fidanzato, rintracciato quello che non ti filava al liceo e che adesso ha la pancia (ben gli sta), fatta «amicizia» con il cantante preferito, cosa resta di Facebook? Noia, direbbe il Califfo. Cioè: persone che non sentivi prima e che continui a non sentire dopo; presunti «amici» ai quali non hai mai mandato nemmeno un messaggio, ma che sono lì a mostrare a tutto il «Facebookmondo» che la tua rete sociale è ricchissima.

Sottotitolo di Facebook: ci sarà un motivo se non ci vediamo da anni, caro ex compagno di scuola…
Facebook dura tre settimane. Poi ti rimane quella sensazione strana: sì, hai trovato chi non sentivi dalle elementari, ma scambiate le domande di rito, cos’altro gli dici?

Non è solo un discorso di privacy. Non mi piace forzare i legami, accelerare le mie emozioni. Facebook è un illusionista: è una vetrina sociale di rapporti falsi. Ha fatto aumentare tradimenti, divorzi, violenze. Sono l’unico a scrivere le lettere come una volta?

Facebook no, è una forma di guardonismo micidiale: è come imparare a fare l’amore leggendo i giornaletti porno…

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