Quella notte

Ho camminato sulle mie deboli ginocchia
per settimane
inciampando sulla ghiaia
gli occhi lividi
lottando invano
per ritrovare il ricordo di quel giorno perduto
nel fondo di un bicchiere
ormai vuoto.

Penso che rabbrividire
e piangere
non mi faranno ricordare quella notte
troppo caldo
troppa luce.

Solo una scena nella mia mente
rimane indelebile
il contatto con la pelle sul divano
e poi, labbra in movimento
tazzine di plastica decorate di bianco
forse una carta oleata
dove i resti di una vodka
si posarono nella parte inferiore
il momento che ho cercato di sedermi
oscillavo lievemente come un pendolo
mi ha fatto ridere

quell’istante non è cambiato
dall’essere il solo
ad essere fuori dalle mie mani
la transizione del secondo successivo
nell’oscurità insondabile,
mi ha svuotata,
e ho provato dolore

E poi più nulla.

Ancora,
trovo le mie dita scavare nei miei palmi.
Nascoste
come per stare al sicuro.
Protette.
Intatte.

Non riesco mai a ritornare a quella notte
l’ho persa…

Non andar via

Tutte quelle frecce che hai lanciato, le hai buttate via
Continuavi a innamorarti, poi un giorno
quando sei caduto, sei caduto verso di me
quando ti sei schiantato tra le nuvole, mi hai trovato…

Ti prego, non andartene
Ti voglio così tanto
Non posso lasciarti andare
perché perdo il controllo

Togli questi amanti dalla tua strada
Sembrano speranzosi ma tu, tu non dovresti rimanere
Se vuoi che io crolli e ti dia le chiavi
posso farlo ma non posso lasciarti andare via

Oh, ti prego, non andartene
Ti voglio così tanto
Non posso lasciarti andare
perché perdo il controllo…

Tutto quanto

È nell’amore che trovi il senso.

Gli anni trascorsi con la persona che ami contengono più di tutti gli altri messi insieme. Puoi prendere tutti gli anni prima e dopo, pesarli e paragonarli a quelli, e non avrebbero neanche una possibilità.

È questa la cosa strana del tempo, non trovi? Non è tutto uguale. Certi giorni, certi anni, certi decenni, sono vuoti.

Non c’è niente dentro. Come acqua piatta.

E poi ti imbatti in un anno, o magari solo un giorno, un pomeriggio. E quello è tutto. Tutto quanto.

Il Passato

È strano quanto sia vicino il passato, anche quando lo credi lontanissimo. Strano come sia capace di balzare fuori da una frase e aggredirti. Strano come ogni oggetto, ogni parola possa ospitare un fantasma.

Il passato non è un luogo a parte. È molti, molti luoghi, sempre pronti a risorgere nel presente. Ed è tutto collegato. È tutta una questione di tempo che si accumula. Continua a crescere, e può coglierti violentemente di sorpresa in qualunque momento. Il passato dimora nel presente ricordandoti tutto ciò che non è più.

Sgorga dai segnali stradali e dalle targhe sulle panchine del parco, dalle canzoni, dai volti e dalle copertine dei libri. Qualche volta basta la vista di un albero o di un tramonto per schiaffeggiarti con la potenza di tutti gli alberi o i tramonti che hai visto in vita tua, e non c’è modo di proteggersi. Non c’è modo di vivere in un mondo senza libri, alberi o tramonti. Non c’è e basta.

Tutto è diverso

Ora tutto è diverso.
Niente è più come prima.
questo mondo è pieno di rimorsi
che aumentano a ogni secondo che passa.
Tutto è diverso ora.
Il mondo è affamato di cambiamenti.
Le scelte di oggi
creano i rimpianti di domani
Ora tutto è diverso.
Le cose che sono successe in passato…?
che importanza hanno ancora?
Non è che possiamo tornare indietro…
Tutto è diverso ora.
È così diverso…
le persone di allora avrebbero detto
che per noi è impossibile…
Ora è tutto diverso.
vivere in questo posto
è terribile per il nostro futuro
ma non fare nulla
è ancora peggio.
Ora è tutto diverso.
è difficile capire dove saremo
in futuro.
Allora non proviamo nemmeno ad andare lontano.
Ora è tutto diverso.
Questa vita è orribile, terrificante.
Ogni cosa che facciamo è come un
massacro emotivo

Ora è tutto diverso.