Ambra

Nelle sue notti non aspettava nessuno.
Non c’era un pugno impaziente
che bussava alla sua porta,
chiedendo di entrare;
nessun ragazzo sorridente
lasciato nascosto nello specchio
o appollaiato sui bordi delle tazze da tè,
chiedendole un’altra possibilità;
solo il ricordo isolato
delle sue notti rompeva la mezzanotte.
Ma le scarpe ancora languivano
sotto il letto,
mentre tacchi in cuoio silenziosi
stavano sognando un’altra realtà,
e crinoline di rete nera
con perline serpeggiavano
attorno alla gola di un amante
come un soffice rimprovero d’ambra

lasciato sprezzante sul suo cuscino.

lost in love

Colora il mio mondo

Se fossi un pastello, il mio colore sarebbe il nero
non per scelta, né per la mia pelle.
ma pensaci,
quante volte veniamo usati?
molto, quasi tutti i giorni.
a volte dalla stessa persona,
nello stesso giorno.
e quando siamo sotto pressione,
potremmo romperci facilmente.
quindi se avessi una scelta, vorrei essere di colore bianco.
in questo modo difficilmente verrei usato.

color my world

I nostri vestiti

I nostri vestiti
sono andati
li abbiamo perduti
tornando a casa
l’altra notte.
Penso che sono scivolati fuori
forse evaporati
o sono andati a fare il bagno
nudi
mi hai sussurrato
con quella tua voce sensuale.
O forse proprio ora
stanno seducendo
il sedile posteriore
di un taxi
sfidando il pavimento
a non far rumore
e le luci
a non lampeggiare.
Forse anche ora
senza alcuna vergogna
il colore rosa della tua camicetta
spoglia la mia giacca
sollevandone i risvolti
sottili
ed i miei jeans
hanno convinto il bordo
rosso della tua gonna
a slacciarsi
tenendola in ostaggio
o forse il vento che soffia
alle tue spalle
e le ha infiammate
ora sollecita la mia cravatta
ad intrappolare il tuo tocco.
Intanto, la mattina irrompe
tra le mie orecchie
ancora e poi di nuovo

e non riesco a riconoscere
noi due
con i nostri vestiti.

take my clothes

Gennaio

L’inverno sopraggiunse tardi quell’anno
prendendo il pigro autunno alla sprovvista
brunendo le ultime uve da vendemmia
nella dolce macchia toscana
e soffiando un morbido gelo
nei sogni di bambini addormentati.
Si rotolò grigio attraverso il cielo
e inseguì la luna con dita fredde
dipingendo lunghe ombre sopra i laghi
un mucchio di di rami di betulla spezzati
un rantolo di finestre a mezzanotte
e scivolando attraverso le crepe dei muri
si nascose nella nebbia d’argento.

Ha spazzato via le foglie distratte
un sapore confuso di tabacco e more
ha illuminato le ragnatele negli angoli cupi
come stelle infilate su un braccialetto.
Brillava e risplendeva
lasciando ai bambini il sogno di volare
e i loro piedi scivolare lievi sull’argento
come frammenti di ali innevate.
Fece venir voglia di ridere
e di mangiare le mele cotte appena sfornate
tirar fuori i cappotti di lana dai tronchi
nascosti in soffitta dietro la grondaia
dove un magico chiaro di luna si esercitava.

Si è insinuato in ciotole di budini di neve
e si è nascosto sotto le slitte
impilandosi in cumuli contro le finestre.
Si è disteso sui ponti
stirandosi lungo i campi
intrappolando il fumo della legna sotto i cieli umidi
e ricoprendo il bianco suono dell’inverno
con la promessa di gennaio.

january